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FAI VILLA FALCONETTO - DE CESARE

 

FAI  VILLA FALCONETTO - DE CESARE
Colazione dal Tiffany del Brenta
e Voglia di curiosità in Rete

Villa dei Vescovi


Padova. Cronache dal glorioso Caffè Pedrocchi
Che i navigatori della Rete cerchino e scovino su Internet ciò che non trovano sui giornali - e salvo qualche mosca bianca in ascesa come LiberoReporter - giornali sempre più abbandonati a causa dell'informazione parziale, di parte o falsata che danno delle notizie, l'ho constatato subito dopo l'invio della Newsletter di Aprile anche con la strepitosa impennata di clik verificatasi sul neonato sito internet Villa dei Vescovi.
Non solo, ma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la prova del nove che la velocità di comprendonio, del sicuro discernimento, dell'individuare e dividere la lana dalla seta, così come avviene con la comunicazione via web, carta stampata e Tv, oramai, se la sognano, purtroppo.
Infatti, a distanza di un'ora dall'inizio della trasmissione della Newsletter vedo arrivare la mail di uno degli editori culturali più raffinati e di punta del Veneto: la mail è di Albert Gardin, promotore, tra l'altro, della lista alle prossime elezioni europee, "Indipendenza Veneta".
Gardin mi propone una colazione dal "Tiffany del Brenta" ovverosia dal glorioso antico Caffè Pedrocchi di Padova. Scritto > letto > fatto.
Essendo in zona accetto subito - Con Albert Gardin, il Prof. Gigio Zanon, Alvise Zorzi ed altri intellettuali venexiani abbiamo condotto epiche battaglie per Venezia e i suoi mali - e ci incontriamo nel cuore della cultura padovana, dal "Tiffany del Brenta", l'antico Caffè Pedrocchi.
Gardin arriva con un regalo davvero straordinario, una copia dell'opera di Giacomo Casanova da lui editata, l"Iliade di Omero in idioma toscano", ch'è la riproduzione integrale dell'edizione Modesto Fenzo 1775 - 1778.
Gardin mi dice che da sempre è incuriosito dall'amore di una napoletana verace per il Veneto, per Venezia, per Villa dei Vescovi. E, con pochi preamboli venexiani, mi propone di editare un saggio sulla mia 'storia veneta', sul mio appassionato interesse per il Veneto, per Villa dei Vescovi, per i Colli Euganei, la laguna e le sue isole, i carciofi dell'estuario, garrusoli e mo£ecole di Cioza, per il Sogno di Sant'Orsola del Carpaccio, per polenta e osei e per lo storico "Harri's Bar" ed i suoi risotti all'onda.
Scrivi un saggio - dice Gardin - che proprio per il fatto che Villa dei Vescovi la scopristi, la volesti, la ottenesti, la acquistasti e la restaurasti tu, potremmo così intitolare: "Villa Falconetto-de Cesare". Quindi non solo in omaggio al grande architetto Veneto maestro del Palladio, ma anche al tuo illustrissimo avo Raffaele de Cesare che oltre ad essere deputato e senatore dell'unità d'Italia, e tra i fondatori del Corriere della Sera su cui pubblicò le famose Note Vaticane, è lo storico sulle cui opere, come "La fine di un regno", si è formata una schiera di autorevoli intellettuali, meridionalisti, storici e giornalisti.
Fai il saggio, documentalo con tutto ciò che ritieni importante per la storia passata e recente, anche umana, di Villa dei Vescovi e tua, cita il Primo premio che avesti per il miglior restauro ed arredo nel mondo di un monumento d'arte, e poi presentiamo il saggio in conferenza stampa qua, al Caffè Pedrocchi.
Grazie Gardin, e naturalmente in conferenza stampa non si potrà non parlare anche di politica e del bisogno dei veneti di ritrovarne il senso dalla grande cultura impressa a mezzo mondo dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Ed al ritrovare il senso dell'eroico, dell'epico, che i veneti ancora hanno ed esaltano.
Quel senso, quella storia e quella Serenissima cultura da cui è pervaso anche il più popolano dei veneti, quel senso, quella storia, quella cultura che hanno tanto segnato veneti e venexiani non solo ma, assieme, Paesi, uomini e donne del Mediterraneo e dell'Oriente.
Giuliana D'Olcese de Cesare
Villa dei Vescovi

Pubblicato il 22/4/2009 alle 9.15 nella rubrica Diario.

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