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1 marzo 2010

FAI Pubblicità ingannevole?News

  Lunedì 29 Febbraio 2010 su Villa dei Vescovi 

Salvo smentite del FAI, a Villa dei Vescovi è il 'Parterre di pietre di trachite' il destino del brolo rinascimentale di Andrea da Valle.

Allora, FAI Pubblicità ingannevole?
Leggi e confronta le immagini, Scrivi la tua opinione@

 



 

Leggi, e guarda l'immagine in calce, non è il brolo ridotto a "il parterre di Villa dei Vescovi"
 
FAI Fondo Ambiente Italiano Newsletter istituzionale febbraio 24/2/2010
"Oggi hai la possibilità di fare un gesto davvero speciale, legando per sempre il tuo nome alla storia di questa magnifica dimora. Con una donazione di 200 euro, infatti, potrai adottare una pietra in trachite che sarà posata e personalizzata con le tue iniziali nel parterre della Villa.
Ti sentirai orgoglioso nel sapere di aver contribuito personalmente a far risplendere questa meraviglia del patrimonio culturale italiano."
 FAI un gesto speciale Adotta una pietra di Villa dei Vescovi

 
Mancano pochi mesi all'inaugurazione di Villa dei Vescovi, splendida villa di proprietà del FAI a Luvigliano (PD).
Edificata tra il 1535 e il 1542, è una delle più importanti ville venete, un rifugio di pace e tranquillità immerso da cinquecento anni nell'incantevole paesaggio dei Colli Euganei.
Oggi hai la possibilità di fare un gesto davvero speciale, legando per sempre il tuo nome alla storia di questa magnifica dimora. Con una donazione di 200 euro, infatti, potrai adottare una pietra in trachite che sarà posata e personalizzata con le tue iniziali nel parterre della Villa. Ti sentirai orgoglioso nel sapere di aver contribuito personalmente a far risplendere questa meraviglia del patrimonio culturale italiano. Invia la tua donazione tramite bollettino postale, oppure esegui il pagamento
ONLINE. Privacy: ( per info seguono nome - telefono - e-mail@
)

 




permalink | inviato da MOVIMENTIAMOCI il 1/3/2010 alle 17:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


7 febbraio 2010

FAI qualcosa per lei, aiuto !

 

VILLA DEI VESCOVI
FAI Scempio del brolo dei Vescovi
Dal brolo rinascimentale di Andrea Da Valle a un sinistro Mausoleo
Villa dei Vescovi - Com'è il brolo
dal FAI Fondo Ambiente Italiano:
 <scrive il FAI
Villa dei Vescovi - Come sarà il brolo
Lunedì 8 Febbraio 2010
E' da socia sostenitrice del FAI, convinta estimatrice del fondatore, Giulia Maria Mozzoni Crespi ora Presidente onoraria del FAI, carissima amica di Vittorio Olcese e mia fin dal tempo del nostro comune acquisto e del restauro di Villa dei Vescovi. Ed è da chi, per aiutare il FAI nel restauro attuale di Villa dei Vescovi, è prima nell'aver adottato una stanza. E infine, è da chi riconosce e apprezza l'incessante lavoro condotto dalla signora Crespi, dal lontano 1976, per salvare tanti beni culturali italiani che altrimenti sarebbero scomparsi dal nostro patrimonio artistico, che sento di levare un grido di dolore e fulminante stupore per la piega, assai amara, e diciamo bizzarra, che hanno preso i lavori di restauro della mia ex proprietà monumentale. Bene storico e culturale e vanto del Veneto e della storia della Veneta Serenissima Repubblica.
Con l'ultimo plico inviato dal FAI ai suoi soci, tra le offerte per il reperimento di ulteriori fondi per i restauri di Villa dei Vescovi colpisce, anche chi non ha visitato Villa dei Vescovi ma l'ha vista sui libri di architettura, depliant, o sull'amplissima documentazione reperibile su internet, l'immagine-cartolina che mostra il rifacimento del brolo secolare opera celeberrima di Andrea Da Valle. Un'immagine sconvolgente che si continua a guardare pensando di essere preda di un'allucinazione. Non di una realtà.
Annientata la perfezione architettonica, stravolta l'armonia degli spazi Rinascimentali del brolo parte dell'intero organico progetto delle scalinate, dei terrazzati in pietra dei Colli Euganei e della Grotta del Nettuno, un tutt uno opera di Andrea Da Valle, -non come scrive Il Mattino di Padova «la Grotta del Nettuno, adottata dalle delegazioni FAI di Padova e di Treviso, opera di Vincenzo Scamozzi, l’architetto, allievo del Palladio, che ha completato Villa dei Vescovi, progettando le maestose scalinate di accesso ed i grandi cortili pensili»- il tutto sostituito da una squallida arroventata pietraia.
Si è mai visto un frutteto, un giardino, un orto -o brolo- pavimentato in pietra e non di terra?(!) Mai mai e poi mai. "Il parterre di Villa dei Vescovi" è un assoluto inedito. Brolo tipicamente veneto del Da Valle che dopo la morte, avvenuta nel 1535, di Giovanni Maria Falconetto -autore del progetto di Villa dei Vescovi cui collaborò Alvise Cornaro- nel 1567 ne continuò i lavori completandoli nel 1579 con alte mura di cinta, scalinate e sottoportici così che l'intreccio tra paesaggio, interni ed esterni monumentali della Villa dei Vescovi appare magico.
Con il progetto del FAI, il brolo circondato da mura sansovinesche con al centro il pozzo originario, tre portali di accesso e l'antico cancello ornati con lo stemma del Cardinal Francesco Pisani -il vescovo di Padova che fece costruire Villa dei Vescovi come residenza estiva della Curia di Padova- viene "rimodernato" da un qualche "genio", in cerca spasmodica di mera pubblicità, che ne ha decretato la profanazione, poi decapitazione in piazza.
Via l'originario antico pozzo, via i quattro "fazzoletti" di terra e prato, via la limonaia, via il secolare cedro del Libano guardiano del pozzo, via uno dei broli più significativi della Storia dell'Architettura Italiana e veneta più ben conservati nei secoli, via le perfette proporzioni, via la splendida armonia del progetto del Da Valle.
Secondo un recente sondaggio, condotto proprio dal FAI, il brolo è «Il luogo del cuore più amato dagli italiani» ma il brolo, progetto di Andrea Da Valle per Villa dei Vescovi, con il tocco magico di un inedito "Serenissimo francesismo", si tramuta in «Il parterre di Villa dei Vescovi» in pietre di tracheite e siepi di bosso.
Un mostro ecologico architettonico e storico.
Una sorta di infelice sposalizio tra un sinistro mausoleo funerario e una ributtante Scampìa napoletana si impossessa di un «Orto conchiuso», l'ideale di vita del «ora et labora», immortalato e tramandato fino a noi dai grandi pittori italiani che ci hanno resi famosi nel mondo. Da Lambert Sustris autore degli affreschi di Villa dei Vescovi a Raffaello, dal Perugino al Beato Angelico, da Giovanni Bellini al Mantegna, da a Giotto al Sassetta, da Cima da Conegliano al Carpaccio, dal Ghirlandaio al Botticelli.
Al tempo dei nostri restauri, del glorioso Ente Ville Venete presieduto dal rigoroso Boso Roi, bizzarrie e strafalcioni cultural-storici di tal portata non accadevano.
E' per il restauro di Villa dei Vescovi, oltre che per il mio "arredo fuori da tutti gli schemi visti fino ad allora", per il rigore con cui feci restaurare e poi arredai la Villa, che Vittorio Olcese ed io abbiamo meritato dall'American National Society of Interiors Decorators Foundation il Primo Premio nel mondo per il miglior restauro di un monumento d'arte.
Premiati a Venezia, all'Accademia Querini Stampalia, in presenza di trecento soci della Fodazione che vennero in Italia per premiarci e visitare Villa dei Vescovi.
Giuliana D'Olcese de Cesare




permalink | inviato da MOVIMENTIAMOCI il 7/2/2010 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


11 ottobre 2009

*Caro Berlusconi, sacrosanti FdB e GMC*!!

 


Caro Presidente Berlusconi,
non da sinistra, voglio dirle che sabato 11 sul Corriere.it, (vedi Archivio), il direttore Ferruccio de Bortoli e la Presidente del FAI, Giulia Maria Crespi, hanno straragione: l'uno con l'editoriale 'Giornali e Potere una risposta', l'altra con La lettera 'I timori sul Piano casa'.
Per gli elettori che come me leggono giornalmente le pagine politiche e culturali di cinque quotidiani, e scrivendo qua e la' - guardandomi bene dall'intrupparmi in degradanti quanto false e demagogiche proteste di piazza contro er reggime e l'illibbettà de stampa - è grottesco assimilare un de Bortoli ad un Mieli.
Quest'ultimo infatti, caro Cavaliere, con somma goffaggine e improntitudine culturale, e quel ch'è peggio amministrativa, e gran dispregio della trasversalità dei lettori e delle casse dell'editore, con uno dei suoi rari editoriali, schierò il Corsera così che e i suoi lettori furono 'nominati sul campo' militonti di sinistra. (!)
E il Corriere della Sera, scritto fatto, perse una valanga di copie vendute.
Ne', però, chi ha memoria, dimentica che fu lei, Cavaliere, a volere la testa di de Bortoli. E si ritrovò Mieli. Proprio quel Mieli che, precedendo la Procura della Repubblica, in prima pagina e a caratteri cubitali, le recapitò l'avviso di garanzia: Sì, all'inaugurazione del G7 di Napoli. Nella Reggia che fu dei Borboni alla presenza di Capi di Stato ed inviati stampa internazionali. Cavaliere, e si lamenta della direzione de Bortoli?!
Seconda osservazione: l'indomita ed eroica Presidente del FAI ha ragioni da vendere sulla inopportunità, anzi sui pericoli, che 'il Piano casa', così com'è, e in un Paese che non conosce limiti e freni ai ladroni della via nuova, a palazzinari mafiosi, evasori fiscali d'ogni risma, al senso diffuso su tutto il territorio di spregio della legalità, del buonsenso e del senso civico, (vedi Roma ove il peggior esempio e l'illegalità sono praticati, in primis, da politici di destra e di sinistra che ad ogni campagna elettorale con le loro facciacce deturpano strade e monumenti), è un piano, è un progetto che non va. E' un 'Piano casa' da evitare come la lebbra.
Io che, ante litteram, ho combattuto la battaglia per la salvaguardia dei miei amatisimi Colli Euganei e salvato, restaurato e reso al Veneto, all'Italia e al mondo un Monumento d'arte incomparabile, le chiedo, Cavaliere, di rivedere questo ibrido quanto ambiguo, scombiccherato, e pericolosissimo, 'Piano casa'.
Giuliana D'Olcese de Cesare

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8 maggio 2009

Vieni a VILLA DEI VESCOVI

 *Vieni in Villa*



Vieni a VILLA DEI VESCOVI
Villa dei Vescovi l'ho aperta x Te




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27 aprile 2009

Comunicato stampa LiberoReporter:ancora intimidazioni; tagliate le gomme dell'auto del Direttore Russo

 

Comunicato stampa LiberoReporter:ancora intimidazioni;tagliate le gomme dell'auto del Direttore Russo

Sulle intimidazioni e gli avvertimenti mafiosi che da una settimana colpiscono il direttore editoriale di LiberoRepporter, Daniela Russo, si muovano, finalmente, le agenzie di stampa il cui silenzio, finora, definire sconcertante è dire pochissimo.
Notizie così allarmanti e destabilizzanti vanno diramate senza indugio. Anche e sopratutto se provenienti da una Redazione di una testata medio-piccola.
Denunciare i fatti all'opinione pubblica è di primaria importanza sia che i fatti delittuosi riguardino una media testata, sia una grande testata.
Vorrei vedere se, soltanto pochi mesi orsono, oggetto di attentati ed intimidazioni a catena fosse stato il giornale di Clemente Mastella - il Campanile nuovo - o un suo redattore, direttore o collaboratore: Apriti cielo, sarebbe venuta giù tutta la grancassa mediatica!
Infatti, se vittima dei fatti delittuosi della settimana scorsa e del 25 Aprile fosse stato un giornalista di una grande testata o di un giornale di partito, non c'è dubbio che tutti i colleghi e le testate, siano esse grandi, medie o piccole, si sarebbero mossi come un sol uomo. Come una sola redazione.
Non c'è dubbio, quindi, che da parte di troppa parte della stampa il non dare il dovuto risalto o l'ignorare eventi dalle conseguenze che possono innescare una nefasta spirale delittuosa contro la libertà di stampa, è un atteggiamento riprovevole e da condannare senza riguardi per nessuno.
Atteggiamento piccolo piccolo, meschino, da topi. Ed assai stupido di cui, oltretutto, vergognarsi anche per il pericolo che un tale atteggiamento rappresenta per la intera categoria dell'informazione.
Giuliana D'Olcese quota rosa di LiberoReporter

Continuano gli avvertimenti e le intimidazioni a LiberoReporter.

Il Comitato di Redazione di LiberoReporter rende noto che continuano gli avvertimenti e le intimidazioni da parte di ignoti, in particolare nei confronti di Daniela Russo, Direttore Editoriale della testata.

Ennesimo atto intimidatorio contro la rivista LiberoReporter: “Sono passati pochi giorni da quando sono stati manomessi i freni dell’auto del Direttore Editoriale – dichiara Gaetano Baldi Direttore Responsabile di LiberoReporter - ma le intimidazioni proseguono; questa mattina infatti sono state tagliate le due gomme anteriori dell’auto di Daniela Russo”.

Nonostante l’impegno della Polizia nel voler far chiarezza sui fatti, continuano a pervenire alla redazione inquietanti telefonate mute e le auto dei collaboratori sono oggetto di barbari gesti.

Malgrado i fatti precedenti siano stati divulgati dai media, gli esecutori non si fermano. E’ essenziale che i colleghi continuino a dar voce a quanto sta accadendo in nome della libertà di stampa.

“LiberoReporter ha condotto importanti inchieste – ha concluso Gaetano Baldi - sicuramente le intimidazioni potrebbero riferirsi a qualche corda “sensibile” che è stata toccata nei mesi scorsi.

I trascorsi ci insegnano che il lavoro svolto da giornalisti impegnati in inchieste particolari, ha avuto spessissimo un prezzo troppo alto: la vita”.

Il CDR di LiberoReporter




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22 aprile 2009

FAI VILLA FALCONETTO - DE CESARE

 

FAI  VILLA FALCONETTO - DE CESARE
Colazione dal Tiffany del Brenta
e Voglia di curiosità in Rete

Padova. Cronache dal glorioso Caffè Pedrocchi
Che i navigatori della Rete cerchino e scovino su Internet ciò che non trovano sui giornali - e salvo qualche mosca bianca in ascesa come LiberoReporter - giornali sempre più abbandonati a causa dell'informazione parziale, di parte o falsata che danno delle notizie, l'ho constatato subito dopo l'invio della Newsletter di Aprile anche con la strepitosa impennata di clik verificatasi sul neonato sito internet Villa dei Vescovi.
Non solo, ma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la prova del nove che la velocità di comprendonio, del sicuro discernimento, dell'individuare e dividere la lana dalla seta, così come avviene con la comunicazione via web, carta stampata e Tv, oramai, se la sognano, purtroppo.
Infatti, a distanza di un'ora dall'inizio della trasmissione della Newsletter vedo arrivare la mail di uno degli editori culturali più raffinati e di punta del Veneto: la mail è di Albert Gardin, promotore, tra l'altro, della lista alle prossime elezioni europee, "Indipendenza Veneta".
Gardin mi propone una colazione dal "Tiffany del Brenta" ovverosia dal glorioso antico Caffè Pedrocchi di Padova. Scritto > letto > fatto.
Essendo in zona accetto subito - Con Albert Gardin, il Prof. Gigio Zanon, Alvise Zorzi ed altri intellettuali venexiani abbiamo condotto epiche battaglie per Venezia e i suoi mali - e ci incontriamo nel cuore della cultura padovana, dal "Tiffany del Brenta", l'antico Caffè Pedrocchi.
Gardin arriva con un regalo davvero straordinario, una copia dell'opera di Giacomo Casanova da lui editata, l"Iliade di Omero in idioma toscano", ch'è la riproduzione integrale dell'edizione Modesto Fenzo 1775 - 1778.
Gardin mi dice che da sempre è incuriosito dall'amore di una napoletana verace per il Veneto, per Venezia, per Villa dei Vescovi. E, con pochi preamboli venexiani, mi propone di editare un saggio sulla mia 'storia veneta', sul mio appassionato interesse per il Veneto, per Villa dei Vescovi, per i Colli Euganei, la laguna e le sue isole, i carciofi dell'estuario, garrusoli e mo£ecole di Cioza, per il Sogno di Sant'Orsola del Carpaccio, per polenta e osei e per lo storico "Harri's Bar" ed i suoi risotti all'onda.
Scrivi un saggio - dice Gardin - che proprio per il fatto che Villa dei Vescovi la scopristi, la volesti, la ottenesti, la acquistasti e la restaurasti tu, potremmo così intitolare: "Villa Falconetto-de Cesare". Quindi non solo in omaggio al grande architetto Veneto maestro del Palladio, ma anche al tuo illustrissimo avo Raffaele de Cesare che oltre ad essere deputato e senatore dell'unità d'Italia, e tra i fondatori del Corriere della Sera su cui pubblicò le famose Note Vaticane, è lo storico sulle cui opere, come "La fine di un regno", si è formata una schiera di autorevoli intellettuali, meridionalisti, storici e giornalisti.
Fai il saggio, documentalo con tutto ciò che ritieni importante per la storia passata e recente, anche umana, di Villa dei Vescovi e tua, cita il Primo premio che avesti per il miglior restauro ed arredo nel mondo di un monumento d'arte, e poi presentiamo il saggio in conferenza stampa qua, al Caffè Pedrocchi.
Grazie Gardin, e naturalmente in conferenza stampa non si potrà non parlare anche di politica e del bisogno dei veneti di ritrovarne il senso dalla grande cultura impressa a mezzo mondo dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Ed al ritrovare il senso dell'eroico, dell'epico, che i veneti ancora hanno ed esaltano.
Quel senso, quella storia e quella Serenissima cultura da cui è pervaso anche il più popolano dei veneti, quel senso, quella storia, quella cultura che hanno tanto segnato veneti e venexiani non solo ma, assieme, Paesi, uomini e donne del Mediterraneo e dell'Oriente.
Giuliana D'Olcese de Cesare




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19 aprile 2009

Attentato a Daniela Russo direttore editoriale di LiberoReporter

 

Attentato a Daniela Russo direttore editoriale di LiberoReporter, osmosi e "Giochi" in villa
Il Comitato di Redazione di LiberoReporter rende noto che la redazione, e in particolare il Direttore Editoriale Daniela Russo, sono oggetto di intimidazioni.
 
Ma che è successo? Chiedo a Daniela Russo
«E’ successo che martedì 14 Aprile mi hanno sabotato i freni della mia auto.
Se non andavo pianissimo mi sarei ammazzata. Ma il fatto l’ho realizzato solo dopo l’intervento del meccanico che ha constatato che l’impianto era perfetto, in ottime condizioni. Non c’erano perdite di olio, nulla. Ma ha verificato che dalla vaschetta dell’olio dei freni è stato aspirato il liquido e manomessa la spia del cruscotto.
Vero è che su LiberoReporter conduciamo inchieste su verità scomode pubblicando persino gli stralci delle prove per dare certezza dei fatti descritti. Questo giornale, infatti, è nato per il gusto di fare corretta informazione senza appartenenze di parte, economiche, finanziarie.
Quello che mi preoccupa è la disattenzione di troppi colleghi verso questo grave fatto che mi ha colpita.
Colleghi che, in questo modo, non proteggono la categoria, anzi, così facendo, si autoespongono ai ricatti di quanti vorrebbero imbavagliare l'informazione. Quanto è successo a me, di questo passo, può capitare a chiunque faccia inchieste non gradite a questo o a quello. Un fatto di tale gravità dovrebbe essere segnalato da tutta l'informazione, e in primis, dalle agenzie di stampa.
Credo molto nella collaborazione e nella cooperazione per ottenere certi risultati ma sempre più spesso mi scontro con l’omertà di chi dovrebbe informare. Non importa, noi di LiberoReporter continueremo a fare il nostro dovere come sempre, sostenuti dai nostri meravigliosi lettori, gente libera, libera sul serio».
 
***   "Giochi" in villa e misteri padovani? Verità svelate tra un'intervista doc, un clik su Villa dei Vescovi e una osmosi doc
           Ma quanto si legge sull'una - e viceversa - non lo si trova sul secondo
  
**   Ma l'INPS, allora, proprio NO? è il solito argomento tabù? Supersceriffo Brunetta, almeno lei, no! Non ci tradisca
         
***   e Casini allora sì?
          No, licenziato con giusta causa dalla Polifonica Languazza
 
***             Giuliana D'Olcese  http://www.villadeivescovi.net/ 
       
Queste ed altre storie in edicola sul numero di Aprile-Maggio di LiberoReporter
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1 aprile 2009

SOS!SOS!

 

Spett. Autorità,
oltre che farsesco, è increscioso constatare che, non appena il Comandante Buttarelli è stato trasferito al Git, l'abusivismo e l'illegalità si sia rimpadronita alla grandissima di Piazza delle 5 Scole con il parcheggiatore abusivo romano Gerardo che rispadroneggia sulla Piazza rendendola pericolosissima e impraticabile ai cittadini che vi transitano. Ad un "cliente abituale" che quattro settimane fa gli chiedeva il posto, lui ha testualmente risposto:
Fra una settimana cambia tutto! Aspetta una settimana e vedrai!
E così è stato. Da tre settimane Piazza delle 5 Scole è di nuovo spadroneggiata da Gerardo il quale, come ha sempre sostenuto baldanzosamente, continua a dire che ha la "protezione" di un comandante della zona Venezia.
Le auto, senza e con permesso, le fa sistemare dovunque in cambio di laute mance abusive: Attorno alla fontana, in doppia e tripla fila sui passaggi riservati ai pedoni che attraversano il varco da un marciapiede all'altro del Lungotevere, lungo l'esterno delle fioriere, di fronte alla scuola, in un lungo serpentone che va dalle fioriere all'interno della Piazza fino allo stretto passaggio che divide la fontana dal grande palazzo ove vi sono lavori in corso.
E' uno schifo!
Stamattina con i signori Rodotà abbiamo contato ben 18 auto sprovviste di permesso per il Centro storico.
Gerardo presidia la Piazza stando fisso sul varco che dal Lungotevere Mellini immette su Piazza delle 5 Scole, sta appostato tra il bar d'angolo e il varco e dirige le macchine senza permesso per il centro storico e le altre con permesso verso tutte le aree vietate, così che giorno dopo giorno area occupata dopo area occupatissima, in sei settimane la Piazza è ridiventata un lupanare e ne' carri per le ganasce ne' vigili arrivano più: Sono scomparsi così come promesso da Gerardo al suo "cliente abituale", tre settimane fa!
Chiediamo la totale liberazione - definitiva - dall'abusivo Gerardo e dai due giovani abusivi dell'Est che presidiano la Piazza ogni sabato e domenica, e che vengano riadottate le misure a disposizione di amministratori e Vigili urbani. Basta a questo racket romano-extracomunitario.
Di tutto ciò vi sto riallertando da tempo come dimostra la seguente mail.
Giuliana D'Olcese GRAZIE

Sent: Monday, February 09, 2009 7:25 PM
Subject: Att.! Posteggiatore abusivo
Gentile Comandante Caioni,
segnalo che pochissimo dopo il trasferimento del Comandante Buttarelli ad altro incarico, nell'area di Piazza delle 5 Scole, precisamente al varco Lungotevere De' Cenci - Piazza delle 5 Scole, è ricomparso ancora una volta il posteggiatore abusivo romano, di nome Gerardo, di cui con i ripetuti interventi dei Vigili ci eravamo finalmente liberati.
La sua insistente presenza causa, per l'ennesima volta, l'intasamento del varco della piazza a causa delle auto fatte parcheggiare abusivamente sia sulle strisce pedonali antistanti i due passaggi pedonali strada-marciapiedi-strada, sia in doppia e tripla fila sul tratto che congiunge il Lungotevere alla Piazza, sia sull'area antistante le due file di fioriere che delimitano la zona delle strisce blu ove c'è, visibilissimo, il cartello di sosta vietata.
L'abusivo opera anche sui due tratti del Lungotevere de' Cenci che conducono al varco suddetto ove per i parcheggi ci sono le colonnine automatiche per munirsi del tichet per parcheggiare nelle strisce blu. Per ora, non si è spinto a rioccupare le aree dell'intera Piazza come faceva prima ma se non si riinterviene è certo che lo rifarà. E' assente dall'area soltanto il sabato e la domenica ma in sua vece, ogni fine settimana, arrivano abusivi non italiani (amici tra loro e appqrtenenti allo sesso clan) che fanno parcheggiare su tutta la Piazza.
Li ho già segnalati quattro volte ma continuano e per di più sono sempre bevuti e molto perentori nel pretendere di far parcheggiare dove vogliono loro e farsi dare i soldi anche per le aree libere. Buon lavoro, Giuliana D'Olcese

Oggetto: Re: al Pref, al Com, al Sind, direttori, rubriche

Sicurezza - il Sindaco "Servono i cittadini": Controllo del territorio da parte delle Forze di polizia ma anche "forte partecipazione popolare nel rapporto tra diritti e doveri".

2) Venerdì 5 Settembre 2008, Corriere della Sera, Cronaca di Roma, pag. 3:

Posteggi Mappa del pizzo. Dal centro a piazzale Clodio gang del parcheggio all'assalto

3) Roma, Wednesday, September 10, 2008 7:19 PM
Subject: Torna il racket di Piazza delle 5 Scole

4) Roma, 15 Settembre 2008
Oggetto: al Pref, al Com, al Sind, direttori, rubriche

5) Roma, 18 Settembre 2008, Corriere della Sera, Cronaca di Roma, pag. 4:

Il Questore Carlo Caruso: Parcheggiatori abusivi, "Non date soldi ai parcheggiatori abusivi e denunciateli subito alle Forze di polizia".




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22 marzo 2009

Il mio avo Raffaele de Cesare

 

Giuliana D'Olcese de Cesare
"Il mio avo Raffaele de Cesare,
tra i fondatori del Corriere della Sera,
 e storico e giornalista, su Wikipedia"
***** 
Sarà per il fatto che il mio avo Raffaele de Cesare, oltre che storico e politico - e tra i fondatori e firma illustre del Corriere della Sera - che amo tanto il giornalismo, la libertà di stampa e la deontologia professionale dell'informazione corretta mai schiava di un padrone?
Laureatosi a Napoli in scienze politiche (1865) e in Giurisprudenza (1867), si dedicò al giornalismo interessandosi soprattutto ai problemi del Mezzogiorno affrontati da un punto di vista moderato. Nel primo saggio "Le classi operaie in Italia" (1868) sostenne la necessità di migliorare le condizioni economiche generali dei lavoratori dell'Italia Meridionale, propugnando l'industrializzazione del Mezzogiorno. Si recò nel 1870 a Roma interessandosi ai problemi legati alla Questione romana e iniziando l'esame degli ultimi anni dello Stato Pontificio, argomento della sua importante opera storica Roma e lo Stato del Papa dal ritorno di Pio IX al 20 settembre 1870 (1907), il capolavoro assieme all'altra opera in cui si mostra la fine del Regno delle Due Sicilie, La fine di un Regno (1909).
Le due opere, scritte con uno stile piacevole, col frequente ricorso ad aneddoti, ricche documentazione, costituiscono uno strumento indispensabile per lo studio dell'Italia preunitaria. De Cesare Fu tra i fondatori del Corriere della Sera su cui pubblicò delle famose Note Vaticane.
Fu deputato di Destra dal 1897 al 1904 occupandosi principalmente di agricoltura e dello sviluppo della Puglia fu relatore alla Camera per la legge sull'acquedotto pugliese
(1902). Nel 1910 fu nominato senatore. Come storico, oltre alle due opere sulla fine degli stati preunitari nell'Italia Centro-Meridionale, occorre ricordare Mezzo secolo di storia italiana (1912 e Una famiglia di patriotti (1889).
Opere [modifica]
Raffaele de Cesare, Antonio Scialoja: memorie e documenti, Citta di Castello: S. Lapi, 1893
Raffaele de Cesare, Una pagina di storia del 1799, Trani: Ditta tip. ed. Vecchi, 1907
Raffaele de Cesare, Agro romano e tavoliere di Puglia, Roma: Forzani e C. Tipografi del Senato, 1897
Raffaele de Cesare, Della vita e degli scritti di Felice Mariottini, Citta di Castello: Scuola grafica IPSIA, stampa 2002
Raffaele de Cesare, I quattro statuti del 1848, Firenze: Ufficio della Rassegna nazionale, 1898
Raffaele de Cesare, Il Conclave di Leone XIII: con aggiunte e nuovi documenti e il futuro Conclave, Citta di Castello: Lapi, 1888
Raffaele de Cesare, La fine di un Regno, Citta di Castello: S. Lapi, 1909
Raffaele de Cesare, Le classi operaie in Italia, Napoli: Tip. del Giornale di Napoli, 1868.
Raffaele de Cesare, Mezzo secolo di storia italiana: 1861-1910, Citta di Castello: S. Lapi, 1912.
Raffaele de Cesare, Riccardo Pierantoni e le sue novelle, recenti pubblicazioni sul risorgimento, un libro sulla regina Margherita, Roma: Nuova antologia, 1913
Raffaele de Cesare, Roma e lo Stato del Papa dal ritorno di Pio IX al 20 settembre, Roma: Forzani e C. tipografi-editori, 1907
Raffaele de Cesare, Silvio Spaventa e i suoi tempi, Roma: Tip. della camera dei deputati, 1893
Raffaele de Cesare, Una famiglia di patriotti: ricordi di due rivoluzioni in Calabria, Roma: Forzani, 1889




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15 marzo 2009

Se Atene piange, Sparta non ride*

 

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